Archiviato in: Assis Brasil, autori in cerca di editore, dal Brasile, in vetrina | Tag: scrittori, traduzioni, letteratura, Brasile, portoghese, traduttore, libri, narrativa, romanzo, biografia
LUIZ ANTONIO DE ASSIS BRASIL
Nato a Porto Alegre nel 1945 è oggi in Brasile uno degli autori più noti. Divide il suo tempo tra la scrittura e la docenza nella facoltà di Lettere dell’ università PUC, Rio Grande do Sul, e dirige la più importante scuola di scrittura del Brasile all’interno della stessa università dalla quale, a partire dal 1985 (anno in cui è stata fondata), sono usciti nomi ormai affermati come Amílcar Bettega, Letícia Wierzchowski, Cíntia Moscovich, Daniel Pellizzari, Michel Laub, Monique Revillion, Rubem Penz e Daniel Galera.Vanta innumerevoli dottorati, corsi di specializzazione, conferenze in università straniere e partecipazioni come il Distinguished Brazilian Writer in Residence. University of California – Berkeley. La sua supervisione compare in pubblicazioni di antologie di scrittori cresciuti con lui. Prima ancora di diventare scrittore era violoncellista nell’Orquestra Sinfônica di Porto Alegre. I suoi libri sono già stati pubblicati in Portogallo (O pintor de retratos, Um Quarto de Légua em Quadro e A margem imóvel do rio), Spagna (Concierto campestre) e Francia (L´homme amoureux e Bréviaire des terres du Brésil), e in compare in antologie uscite in Canada, Stati Uniti e Germania.
CÃES DA PROVÍNCIA
9ª edizione, 240 pagine
Porto Alegre, Brasile. Nella seconda metà del secolo XIX un personaggio fuori dal comune getta un’ombra sulla pacata vita dei portoalegrensi, perturba l’ordine della mediocrità provinciale. Si vocifera che sia pazzo, pericoloso, e tutti lo temono. È Joaquim de Campos Leão, di professione drammaturgo, una figura ambigua dai connotati insoliti, così come insolita è la grafia del nome con cui autografa le sue opere: Qorpo Santo. Nome esemplare per uno scrittore ambiguo che, nella asfissiante provincia gaucha, fra tante altre eccentricità che lo contraddistinguono e ne determinano il rifiuto da parte della comunità, difende il divorzio, denuncia l’ipocrisia della classe dominante, usa temi e linguaggi nuovi, turba il quotidiano dei suoi concittadini con una genialità difficile da comprendere e da accettare. La comunità lo considera pazzo. Viene internato in un manicomio. Analizzato da medici analfabeti che cercano di rintracciare le prove della sua insania, lo scrittore si ribella al proprio destino, non si adegua ai rigidi canoni dell’epoca. E inizia a scrivere febbrilmente. Nelle sue pièce Qorpo Santo non mostra pietà né per l’oligarchia inetta che domina la società riograndese né per l’ipocrisia generale diffusa tra i suoi connazionali, e forse per questo le sue opere teatrali non vengono accettate dal pubblico, la sua produzione è destinata ad essere dimenticata, frutto di un’insana follia.Contemporaneamente, nella stessa città:un tranquillo e pacato macellaio invita i clienti a visitare i locali del suo retrobottega. Molte persone iniziano a scomparire misteriosamente. La polizia avvia le indagini: Qorpo Santo è il primo ad essere sospettato. Vengono rinvenuti alcuni cadaveri mutilati, tra questi il corpo senza testa della moglie di Euzébio, amico di Qorpo Santo. Il ritrovamento smentisce le dicerie su una possibile fuga della donna col suo amante. Euzébio ha salva la propria rispettabilità. Intanto un assassino continua a straziare corpi, probabilmente si tratta di un caso di antropofagia. Una moglie infedele viene riaccolta in casa dal marito: l’attendono la follia nella reclusione forzata, e una lapide col proprio nome a fare da testimone a un corpo senza testa nel cimitero. Questi e altri fatti misteriosi animano la Porto Alegre che lo scrittore Luiz Antonio de Assis Brasil ricostruisce con tanta maestria. È la città in carne e ossa che emerge dalle pagine di questo romanzo, con i suoi teatri, le botteghe, i pettegolezzi, il decoro, le autorità pubbliche. Un pannello di fondo sul quale la pazzia di Qorpo Santo si contestualizza e trova la propria dimensione, dando corpo e voce ad un affascinante personaggio storico la cui opera è stata riscoperta soltanto pochi decenni or sono.
Realmente vissuto in Brasile tra il 1829 e il 1883, Qorpo Santo è considerato oggi il precursore del teatro dell’assurdo, una specie di Ionesco della pampa; uno scrittore, per quell’epoca, pericolosamente lucido e impietoso nei confronti di una società che non capisce la sua superiorità intellettuale e lo mette al bando, con l’etichetta di pazzo, dimenticandolo per più di un secolo.
Sfidando i limiti tra la finzione e il documento storico, Luiz de Assis Brasil rivive l’anima e l’immaginario di un personaggio contraddittorio della letteratura drammatica attraverso le pagine di questo affascinante romanzo. Intreccia la vita di un creatore geniale con storie parallele di follia e di crimini: il risultato è un giallo dai risvolti volutamente grotteschi. Misteriose scomparse, sinistri avvenimenti, sospetti, ambiguità e indagini su omicidi efferati accompagnano i deliri e gli accessi di uno scrittore pazzo che getta un’intera cittadina nel panico. Si svela un mondo che, sotto l’apparenza di una tranquilla comunità, nasconde le più fantastiche storie di crimine, tradimenti, incesti e crudeltà. Le scomparse misteriose, l’adulterio, la follia, si amalgamano con grande sapienza narrativa dando vita ora al giallo poliziesco, ora all’indagine psicoanalitica, ora alla farsa grottesca che rintraccia come oggetto autoreferenziale proprio quella società in cui si inserisce la vita di QOrpo Santo e che ne disconobbe la dignità artistica.
Tutto ciò con una narrativa precisa e rigorosa che, partendo dalla ricostruzione di notizie di giornale e fatti realmente accaduti, inventando dove necessario, situa la biografia di questo controverso personaggio della cultura brasiliana in una geografia di luoghi, di persone, e di eventi del suo tempo, scrupolosamente ridisegnata, senza mai tradire veridicità drammatica e verità storica.
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